C’è una novità pronta per la 19esima sessione del Consiglio cantonale dei giovani, e non sarà niente meno che la scelta del tema. O meglio, il modo in cui verrà scelto. Vale a dire, con il lancio della campagna ‘Cosa manca in Ticino?”. Infatti, il Comitato riunitosi il 16 gennaio ha informato che “tramite delle cartoline postali che i comuni hanno spedito in queste settimane, i giovani del cantone dai 15 ai 19 anni hanno l’opportunità di esprimere le proprie idee per cambiare il Ticino”. E, iscrivendosi al Consiglio cantonale dei giovani, “elaborarle per sottoporle, infine, all’attenzione del Consiglio di Stato”. Ma a cosa servono le cartoline, come si auspica vengano usate? “Ogni cartolina offre la possibilità di sottoporre al Comitato organizzativo una richiesta che sta particolarmente a cuore e che si vorrebbe venisse trattata nell’edizione 2019”.

Lo scopo è, quindi, “quello di includere nella risoluzione proposte vicine alle reali esigenze dei giovani del nostro cantone, e allo stesso tempo motivarli a partecipare per portare avanti la propria idea, confrontandosi con gli altri”. La giornata preparatoria avrà luogo il 30 marzo alla Scuola cantonale di Commercio di Bellinzona, e sarà divisa in due momenti. Al mattino, ci saranno due dibattiti con degli esperti. Al pomeriggio, invece, la tavola rotonda diventerà “gruppo di lavoro” a tutti gli effetti, dove verrà formulata “una proposta concreta all’attenzione del Consiglio di Stato”. Il 10 maggio, nell’aula del Gran Consiglio, si terrà la riunione dell’Assemblea, nella quale “tutti i giovani avranno la possibilità di esprimere la propria opinione sulla bozza di testo della risoluzione decisa in marzo. Durante i lavori, “i giovani avranno l’occasione di proporre e di pronunciarsi a favore o contro tutte le eventuali modifiche alla bozza”. Infine, il 27 settembre, ci sarà l’incontro con i rappresentanti del Consiglio di Stato. La giornata sarà articolata in due momenti: “Anzitutto, il Comitato presenterà il proprio rapporto sulle risposte ricevute dal governo al testo inviato in maggio, e lo discuterà in assemblea. In seguito, i giovani discuteranno le risposte e porranno domande ai membri del Consiglio di Stato”.

LaRegione, 17 gennaio 2019