Al giorno d’oggi quasi tutte le infrastrutture informatiche sono basate su sistemi (o applicazioni) dette “proprietarie”, ovvero il cui codice sorgente è di proprietà di un’ente (di solito un’azienda); è quindi questo ente che decide: 1) quanto far pagare l’applicazione a chi la usa; 2) che modifiche e condizioni imporre; spesso si dipende da questi sistemi.
Questa proposta punta a far introdurre i sistemi detti “open-source”, ovvero il cui codice è aperto e consultabile da tutti, nelle infrastrutture cantonali. Queste applicazioni: 1) solitamente sono gratuite; 2) visto che tutti possono studiarne il codice, sono meno vulnerabili ad attacchi informatici (la sicurezza non cessa se il codice viene rivelato, perché è pensato per essere consultabile da subito); 3) non si dipende da aziende private (spesso straniere), si è quindi sovrani dal punto di vista digitale.
Un esempio da seguire potrebbe essere quello dello Stato tedesco Schleswig-Holstein (per più info: https://www.schleswig-holstein.de/DE/landesregierung/ministerien-behoerden/I/Presse/PI/2024/CdS/241125_cds_open-source-strategie ).