Molti studenti fanno fatica a chiedere aiuto, anche quando ne avrebbero bisogno. Per questo propongo l’introduzione di una figura dedicata al supporto emotivo all’interno della scuola.
Si tratterebbe di una presenza stabile, simile a uno psicologo ma con un approccio più informale e proattivo, capace di intercettare lo stato d’animo degli studenti e creare uno spazio di ascolto sicuro e non giudicante. Durante gli incontri, lo studente sarebbe messo al centro, libero di esprimersi senza sentirsi “sotto esame”.
L’obiettivo è prevenire il disagio, favorire il benessere e rendere più semplice e naturale chiedere aiuto.