Per rallentare la scomparsa del dialetto ticinese, e idealmente cominciare ad invertire la tendenza, si propone di riportare il dialetto negli asili e nelle scuole elementari.
La proposta non vuole imporre ai docenti con capacità di parlare il dialetto fluentemente o come madrelingua di usarlo al posto dell’italiano, viste anche le difficoltà di capire quali docenti entrano in questa categoria. Si propone quindi di garantire loro il diritto incoraggiandoli a parlare in dialetto durante tutte le lezioni (escluse quelle di italiano e di lingue straniere) e con tutti gli studenti.
Il dialetto è una parte importante della cultura ticinese, che sta scomparendo, al contrario dal dialetto svizzero tedesco nella Svizzera interna. Questa tendenza è facilitata dal fatto che non viene fatto alcuno sforzo per cercare di insegnare la lingua ai giovani, all’infuori di alcune famiglie. Chi non ha parenti ticinesi, può anche passare tutta la vita in Ticino senza mai imparare il dialetto. Al massimo si imparano un paio di parole. In Svizzera interna il dialetto viene parlato in quasi tutti gli asili e nelle scuole elementari, e infatti non solo i bambini di genitori svizzero tedeschi, ma anche i figli di migranti nazionali e internazionali lo imparano perfettamente.